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Uova contaminate al Fipronil, nuovi ritiri: i rischi per la salute

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Il Ministero della Salute ha diramato un nuovo avviso relativo al sequestro delle uova contaminate al Fipronil. In particolare ad essere sottoposte a sequestro sono le uova prodotte dall’Az. Agricola Tomaino Rosina di Serrastretta, in provincia di Catanzaro.

Così in particoalre si legge nel comunicato del ministero della Salute: “Rischio grave per la salute dei consumatori per pericolo di tossicità acuta da Fipronil, con superamento della dose acuta di riferimento di 0.72 mg/kg. Le uova non devono essere consumate ma consegnate ai Servizi Veterinari delle AASSPP competenti per territorio“. Si tratta di confezioni da 30 uova che al lotto che sul guscio reca il codice allevamento cod. 3IT129. Il provvedimento disposto dai Servizi veterinari delle AASSPP Calabria si deve al riscontro in alcuni campioni relativi al lotto posto in esame, di un livello di fipronil superiore rispetto al limite previsto dalla legge.

Fipronil: cos’è e quali rischi comporta per la salute dell’uomo

Il Fipronil, il cui nome chimico è fluocianobenpirazol, è un efficace antiparassitario. L’insetticida viene utilizzato negli allevamenti di pollame per contrastare la diffusione di zecche, acari, e altri insetti. Tuttavia l’Unione Europea prevede un divieto espresso, pertanto non dovrebbe essere utilizzato negli allevamenti. Il Filopronil agisce sul sistema nervoso centrale degli insetti, ma non li uccide subito, per cui gli insetti tornati alle loro tane avvelenano inconsapevolmente anche gli altri.

Il rischio per la salute umana dipende dalla quantità che ne viene ingerita e in ogni caso è stimato molto basso. In particolare si considera come tollerabile una  quantità massima pari a 0,009 milligrammi di fipronil al giorno per chilogrammo di peso corporeo, pertanto è possibile stimare che un adulto dal peso medio di 70 chilogrammi, anche se consumasse 6 o 7 uova al giorno contaminate da questo insetticida, rimarrebbe entro i lilmiti di guardia.

In caso di espsizione a grandi dosi e quindi di vera e propria intossicazione, nelle ore successive possono verificarsi sintomi quali irritabilità, ipereccitabilità, sonnolenza e tremore alle mani. In questi casi di intossicazione acuta si potrebbe intervenire con una lavanda gastrica per diminuire l’assorbimento della sostanza venefica. Se l’esposizione invece è prolungata nel tempo possono verificarsi problemi alla tiroide, al fegato e ai reni.

 

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