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Calvizie: nuova cura laser con cellule staminali

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La medicina rigenerativa potrebbe costituire un valido aiuto contro la calvizie. È stata sperimentata una nuova pratica medica che si basa sul laser e sulle cellule staminali e che permetterebbe di stimolare le cellule del follicolo pilifero, con l’obiettivo di contrastare nello specifico il processo che porta i follicoli a diventare più piccoli nel corso del tempo, fino a chiudersi completamente. Il problema della perdita dei capelli interessa moltissime persone in tutto il mondo: solo nel nostro Paese ci sono 4 milioni di donne e più di 18 milioni di uomini che soffrono di alopecia androgenetica.

Il problema della calvizie

Sono diversi i fattori che hanno un’incidenza su questo problema. Si tratta di cause genetiche, ma anche di influenze ambientali o derivanti dallo stile di vita e dall’alimentazione seguita. Una pratica molto interessante, che è disponibile anche nel nostro Paese, è quella che permette di agire senza il ricorso alla chirurgia, ma semplicemente stimolando le cellule staminali dei follicoli piliferi.

Il problema dell’alopecia deriva da una vera e propria sofferenza dei bulbi piliferi, che nel corso del tempo influenza radicalmente l’attività rigenerativa dei follicoli. Questi ultimi hanno la tendenza a diventare sempre più piccoli (si miniaturizzano) e alla fine si chiudono. L’obiettivo di questa tecnica di medicina rigenerativa consiste proprio nel contrasto di questo meccanismo.

Si vuole agire per rigenerare biologicamente i tessuti piuttosto che sostituirli, con lo scopo di ottenere una crescita migliore dei capelli e di stimolare le cellule staminali che si trovano sotto il cuoio capelluto. Proprio in questo modo si ottengono una ricrescita e un incremento della densità dei capelli in generale.

Come funziona la cura contro la calvizie

Per prima cosa vengono prelevati dei campioni di plasma delle cellule che hanno una buona capacità di rigenerazione. Attraverso un lettore laser vengono separati gli elementi che si trovano nel campione, per estrarre solamente le cellule migliori. A questo punto vengono effettuate delle piccole iniezioni in modo localizzato sul cuoio capelluto.

La tecnica, chiamata rigenerazione cellulare bSBS, permette di agire dopo aver realizzato un profilo clinico del paziente attraverso alcuni specifici esami. Gli esperti spiegano infatti che non è possibile effettuare una diagnosi come avviene con altri disturbi. Per questo è importante fare molta attenzione a delle aree del cuoio capelluto che si mostrano con un diradamento.

 

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