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Vaccino universale contro l’influenza: a che punto è la ricerca?

Norovirus vomito diarrea

Quest’anno, come sanno bene molti di noi, l’influenza si è rivelata più aggressiva rispetto alle altre stagioni. Questo è avvenuto a causa della diffusione di uno dei due ceppi B del virus, che appartiene alla famiglia Yamagata rispetto a cui il vaccino trivalente  che è quello più diffuso, non offre una copertura specifica, per cui sta contagiando soprattutto i più piccoli. Tuttavia se esistesse un vaccino universale contro l’influenza saremmo protetti contro qualsiasi ceppo del virus influenzale. D’altronde è da anni che si parli della messa a punto di un vaccino universale contro il virus influenzale. Ma a che punto è la ricerca in questo senso?

Vaccino universale contro l’influenza

L’università californiana UCLA ha condotto uno studio molto interessante i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science. I ceppi relativi al virus dell’influenza per adattarsi all’ambiente mutano ogni anno per cui è necessario creare un nuovo vaccino per poterli contrastare efficacemente. IL vaccino avrebbe l’effetto di aumentare la capacità di risposta del sistema immunitario al virus in modo da contrastarlo più efficacemente. Il vaccino che per i risultati ottimali ottenuti è stato definito il “Goldilocks” di tutti gli antinfluenzali, consiste nell’innescare una forte risposta da parte dei Linfociti T, che sono cellule del sistema immunitario che giocano un ruolo fondamentale nella immunità cellulo-mediata.

Un altro studio sempre negli Stai Uniti è stato realizzato dalla Georgia State University e pubblicato su Nature Communications. I ricercatori sono partiti dalla considerazione che i vaccini contro l’influenza stagionale standard sono composti da una una proteina di superficie (emoagglutinina) del virus, che tende a mutare per cui è diversa per ogni ceppo virale, pertanto ogni anno biosgna andare a modificare il vaccino. I ricercatori allora hanno utilizzato come bersaglio non la testa della proteina, bensì il gambo che difficilmente muta ed anzi si presenta quasi del tutto identico in tutti i ceppi di virus influenzale. Il gambo del virus una volta isolato tende a degradarsi velocemente ma i ricercatori sono riusciti a inglobare i frammenti del gambo tramite  delle nanoparticelle in tal modo ne hanno evitato la degradazione. Il vaccino è stato sperimentato con successo sui topi assicurando una protezione duratura ed efficace.

Il prossimo step consisterà nello sperimentare il vaccino nei furetti, la cui rispsota del sistema immunitario ad infezinoi dei polmoni presenta notevoli analogie con quella degli esseri umani. Se questo nuovo approccio dovesse funzionare non vi sarebbe quindi più il bisogno di cambiare il vaccino ogni anno.

 

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