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Caffè e sostanze cancerogene: in Usa chiedono un’etichetta per rischio cancro

Caffe proprietà pro contro salute

In California a breve il caffè potrebbe essere servito con un’etichetta già in uso per le sigarette del tipo “nuoce alla salute” . Questo a causa della presenza dell’acrilammide, una sostanza che secondo alcuni studi risulterebbe cancerogena. A richiederlo già da tempo è la no profit Council for Education and Research on Toxics, che intende intentare un’azione legale contro le principali catene del caffè, tra cui Starbucks e 7-Eleven. In sostanza secondo questa organizzazione senza scopo di lucro, a causa dell’acrilammide, una sostanza che si sviluppa nel corso della torrefazione ad alte temperature, vi sarebbe un potenziale rischio di ammalarsi di una patologia tumorale.

Il National Cancer insitute (NCI) comprende anche il caffè, oltre a altri prodotti quali patatine fritte, i salatini, i biscotti, i cracker, tra gli alimenti che contengono alte percentuali di questo composto. Tuttavia nessuno studio al momento ha individuato un nesso di causa e effetto tra l’esposizione all’acrilammide contenuta negli alimenti e lo sviluppo di una patologia tumorale.

Caffè: gli effetti positivi per la salute

In realtà stando a uno studio condotto dalle Università di Southampton e di Edimburgo che hanno passato in rassegna circa 200 indagini precedenti, bere quattro tazzine di caffè al giorno avrebbe degli effetti molto positivi sulla nostra salute.

In particolare stando a questo studio dal titolo Coffee consumption and health: umbrella review of meta-analyses of multiple health outcomes, bere tre tazzine di caffè al giorno diminuirebbe il rischio di sviluppare tumori, demenza senile e patologie al fegato e porterebbe anche a una diminuzione dei problemi cardiovascolari. In particolare la quantità che valorizza al massimo gli effetti benefici esplicati dal caffè sulla salute corrisponde a 3-4 tazzine al giorno.

Consumando la bevanda con queste dosi si riduce del 27% il rischio di sviluppare l’Alheimer, del 36% il rischio di ammalarsi di Parkinson ed il pericolo delle malattie cardiovascolari diminuisce del 15%.

 

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