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Donna si risveglia dall’anestesia durante l’intervento: ecco cos’è successo

Anestesia risveglio

Nel 1990 Rachel Benmayor viene ricoverata in ospedale in quanto si deve sottoporre a un intervento cesareo praticato in anestesia generale. Tuttavia la donna da lì a poco vivrà un vero e proprio incubo, che le è rimasto impresso nella mente anche se sono passati 28 anni da questo drammatico episodio. Improvvisamente Rachel si sveglia quando è ancora sotto i ferri e dunque rimane vigile e consapevole sul tavolo operatorio. Così la donna ha raccontato questa drammatica esperienza al Guardian: “Ricordo di essermi sdraiata sul tavolo. Ricordo l’iniezione e la mascherina col gas. Glenn, il mio compagno, e Sue, la mia ostetrica, stavano accanto a me. Poi il buio, ma all’improvviso mi sono risvegliata sentendo il dolore”. Ed ancora: “Sentivo un rumore forte, come un ticchettio. E ricordo di aver sentito una pressione incredibile sulla mia pancia, come se un camion andasse avanti e indietro”. La donna pensava di essere stata coinvolta in un incidente d’auto. Rachel racconta che pur non avendo idea di dove fosse, era perfettamente consapevole del dolore.

Anestesia: perché può fallire?

In alcuni casi può essere il risultato di un apparecchio difettoso oppure può verificarsi un errore umano. Tuttavia vi sono anche alcune condizioni che aumentano la possibilità di risvegliarsi durante l’intervento: queste possibilità aumentano nel caso di donne, obesi e tossicodipendenti. In alcuni pazienti ciò accade perché hanno una una predisposizione genetica alla consapevolezza. Fondamentalmente l’anestesia non può considerarsi una scienza esatta, per cui sebbene i medici sanno che un anestetico agisce sul sistema nervoso centrale ancora non sanno cos’è che accade esattamente quando in quelle aree del cervello la vista, il tatto e la consapevolezza vengono temporaneamente “addormentati”.

In ogni caso il tasso di di mortalità per anestesia generale è in netta diminuzione negli ultimi 30 anni: si è passati infatti da circa uno su 20mila a 1-2 su 200mila e l’incidenza di risveglio da 1-2 casi per 100 a 1-2 per mille.

 

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