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Sclerosi multipla, sperimentazione fase I: trapiantate cellule staminali su 3 pazienti

Ricerca medica tumori

Angelo Vescovi, direttore scientifico di Revert Onlus e dell’ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo, ha annunciato che tre pazienti affetti da sclerosi multipla secondaria progressiva, che è la forma più grave, hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali  La sperimentazione clinica è in fase I. L’annuncio è stato dato in Vaticano, in occasione dell’Assemblea nazionale della Pontificia Accademia per la vita. Con questo trapianto sono state iniettate 5 milioni di cellule staminali nella cavità del ventricolo laterale cerebrale per raggiungere il sistema nervoso centrale tramite il liquido cefalorachidiano. I primi tre pazienti che hanno ricevuto questo trattamento stanno bene e non hanno manifestato effetti collaterali. Ed in effetti trattandosi di una sperimentazione di fase I lo scopo è proprio quello di accertare che il trattamento non abbia effetti colaterali nè che risulti tossico.

Vescovi così ha commetato lo stato della ricerca: “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti in questo prima parte della sperimentazione. I pazienti sono sotto controllo e stanno bene: non abbiamo rilevato alcuna evidenza di effetti collaterali. Quello intrapreso è un percorso lungo e complesso, ma la conclusione del trapianto sul primo gruppo di pazienti è un segnale positivo che rappresenta un nuovo traguardo per la ricerca scientifica italiana verso la cura delle malattie neurodegenerative. Per quanto si tratti di una sperimentazione di fase I, abbiamo costruito il disegno sperimentale in modo da avere qualche probabilità di potere evincere eventuali effetti terapeutici”.

Nei prossimi mesi la sperimentazione, una volta ottenuta l’autorizzazione per poter procedere con gli altri pazienti, prevede il coinvolgimento di 15 pazienti di età compresa tra i 18 ed i 60 anni affetti da sclerosi multipla secondaria progressiva.  Il dosaggio di cinque milioni di cellule staminali nel primo gruppo verrà raddoppiato nel secondo e aumentato ancora nei gruppi successivi. In tal modo sarà possibile valutarne gli effetti sia neurologici che terapeutici.

 

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