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Virus West Nile: nuovi casi in Veneto

Malaria diagnosi cura

Sono stati accertati tre casi di infezione da West Nile virus in provincia di Padova da parte dell’Ulss 6 euganea. Il virus viene trasmesso tramite la puntura di zanzare che quindi sono vettori della malattia. Stando a quanto si apprende, i comuni coinvolti sono queli di Albignasego, Santa Giustina in Colle e Gazzo Padovano. Inoltre nessuna delle persone risultate infettate dal virus avrebbe effettuato viaggi lontano dalla propria residenza. Per prevenire eventuali contagi dal virus del Nilo, la Regione Veneto ha predisposto una sorveglianza epidemiologica in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

West Nile: cos’è

Il virus chiama così perché è stato identificato per la prima volta in Uganda nel 1937, nella regione del Nilo occidentale. Da quando il virus è arrivato a New York nel 1999, ha preso a diffondersi molto rapidamente anche nel resto degli Stati Uniti. Contemporaneamente la sua diffusione è aumentata anche in Europa. Nel 2004 invece in Ungheria si è sviluppata una variante del virus chiamata WNV-2 che è diventata la principale responsabile delle infezioni in Europa. L’incubazione dal momento della puntura di una zanzara infetta varia dai 2 ai 14 giorni o anche di 21 per chi ha un sistema immunitario deficitario.

Al momento non esiste un trattamento specifico per la febbre West Nile, in ogni caso nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o al più tardi dopo qualche settimana. Nei casi più gravi si prevede invece il ricovero in ospedale per attenuare la sintomatologia con la somminstrazione di fluidi intravenosi e la respirazione assistita. Non esistendo un vaccino è fondamentale quindi la prevenzione che consiste essenzialmente nel diminuire l’esposizione alle punture di questi insetti.

 

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