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Virus West Nile: è morto l’anziano contagiato a Ferrara

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Stando a quanto pubblicato dalla Nuova Ferrara, un uomo di Cento, nel ferrarese, è deceduto all’ospedale di Cona dopo aver contratto il virus del Nilo a causa della puntura di una zanzara infetta. Stando a quanto si apprende, il paziente già affetto da problemi cardio-respiratori, era ricoverato a Cento a causa di una caduta il 24 luglio scorso. Le sue condizioni però hanno subito un peggioramento e così il giorno dopo è stato necessario ricoverarlo a Cona, dove gli viene diagnosticata una meningoencefalite da West Nile, che è la complicanza più temuta del virus. Il quadro clinico dell’uomo è ulteriormente peggiorato fino al decesso avvenuto il 28 luglio. Non più tardi di qualche giorno fa si erano già verificati dei casi di contagio da virus del Nilo in Veneto.

Virus West Nile: sintomatologia

La maggior parte delle persone infettate non mostra alcun sintomo, nel 20% dei casi invece i sintomi presenti sono piuttosto generici quali, mal di testa, nausea, febbre, vomito, presenza di linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Negli anziani o comunque nelle persone debilitate la sintomatologia può presentarsi più grave. I sintomi più severi si presentano invece in meno del’1% delle persone che risultano infettate e consistono in febbre elevata, mal di testa molto forte, debolezza muscolare, disturbi visivi, tremore torpore e convulsioni fino a paralisi e coma. Solo in un caso su mille il virus trasmesso dalle zanzare può provocare una encefalite letale.

Virus del Nilo: diagnosi

La diagnosi si effettua con alcuni test di laboratorio che vengono effettuati su siero o su liquido cerebrospinale se vi è l’indicazione in tal senso. In quest’ultimo caso si va alla ricerca degli anticorpi tipo IgM che possono rimanere nei soggetti affetti dal virus anche per la durata di un anno. Al momento non esiste un trattamento specifico per la febbre West Nile, in ogni caso nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o al più tardi dopo qualche settimana. Nei casi più gravi si prevede invece il ricovero in ospedale per attenuare la sintomatologia con la somminstrazione di fluidi intravenosi e la respirazione assistita. Non esistendo un vaccino è fondamentale quindi la prevenzione, che consiste essenzialmente nel diminuire l’esposizione alle punture di questi insetti.

 

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