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Sonnambulismo: come riconoscerlo e curarlo?

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Il sonnambulismo può essere considerato un vero e proprio disturbo del sonno. Nel linguaggio scientifico, tecnico, si chiama parasonnia del sonno NREM. Comporta la comparsa di comportamenti e di movimenti che vengono eseguiti mentre il soggetto continua a dormire. Di solito questi episodi si presentano entro due ore dal momento in cui ci si addormenta. Le cause possono essere le più disparate. Infatti gli esperti ritengono che influiscono molti fattori, sia di carattere fisico che di carattere psicologico. È stato trovato che circa la metà dei pazienti sonnambuli ha almeno un familiare che ha sofferto dello stesso disturbo in passato.

Come riconoscere il sonnambulismo

Di per sé il fenomeno del sonnambulismo non può essere considerato di natura “maligna”. Il problema consiste nel fatto che può portare il soggetto che ne soffre a compiere azioni e comportamenti pericolosi. Ma come riconoscere che si è in presenza di un paziente che soffre di sonnambulismo?

I sintomi più evidenti di questo disturbo del sonno comprendono il camminare, il parlare e il compiere movimenti durante il sonno. Inoltre il soggetto ha difficoltà di risveglio durante l’episodio e presenta un’amnesia relativamente agli episodi di sonnambulismo.

In alcuni casi possono verificarsi dei comportamenti inappropriati, il soggetto può gridare e potrebbe avere delle reazioni improntate all’aggressività.

Come curare il sonnambulismo

Generalmente bisognerebbe aspettare che il sonnambulismo vada incontro ad una remissione spontanea. È importante però nel frattempo creare un ambiente sicuro per prevenire incidenti durante gli episodi e attuare interventi psicologici per gestire meglio fattori di stress che possono contribuire alle cause di questo disturbo.

Sarebbe fondamentale mantenere degli orari regolari per quanto riguarda l’addormentamento e il risveglio, evitare di andare a dormire troppo tardi o di dormire poco. Bisognerebbe limitare l’uso di alcol e creare una vera e propria routine nell’addormentamento, magari provando anche delle tecniche di rilassamento.

A volte sono necessari interventi di carattere specialistico, che riguardano l’esame del sonno e l’applicazione di una psicoterapia di stampo comportamentale. Per esempio una tecnica che può aiutare è l’ipnosi. I farmaci, antidepressivi e ansiolitici o sedativi, devono essere soggetti esclusivamente alla prescrizione del medico.

 

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