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Sepsi: cos’è e come si cura

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La sepsi consiste in una risposta anomala dell’organismo a una infezione che può essere sia di natura virale, batterica o parassitaria. Una risposta di questo tipo può verificarsi quando il sistema immunitario che ci difende dalle infezioni si mobilita in maniera disordinata e disorganizzata per fronteggiare una infezione. In questa confusione finisce per aggredire l’organismo medesimo. Alla base vi è sempre un’infezione, ed in effetti è nota anche come battieremia, che indica proprio la presenza di batteri nel sangue.

Sepsi: una risposta anomala alle infezioni

Le citochine, ovvero delle sostanze rilasciate dal sistema immunitario per combattere l’infezione, finiscono invece col promuovere una infiammazione sistemica. Il rischio di sviluppare la sepsi riguarda soprattutto anziani, bambini e neonati, pazienti affetti da malattie croniche debilitanti quali diabete, AIDS, tumore e malattie epatiche o renali, o chi presenta un sistema immunitario indebolito o chi è ricoverato a causa di gravi traumi o ustioni.

Sepsi: sintomi

I sintomi principali sono molto simili a quelli di un’influenza: febbre, pallore, debolezza, fiato corto a cui se ne aggiungono altri più specifici, quali eruzioni cutanee, un aumento della frequenza sia della respirazione che del battito cardiaco. Attraverso poi un esame del sangue è possibile verificare se il numero dei globuli bianchi sia anomalo ovvero se i valori possono essere o insolitamente alti o insolitamente bassi, ed in tal senso vi può essere anche l’aumnento di altri marcatori dell’infezione. Nei casi più gravi si può assistere anche a un decremento significativo del numero delle piastrine, oltre che a un abbassamento della pressione sanguigna e a una ridotta produzione di urina.

Sepsi: diagnosi

in ogni caso la sepsi costituisce sempre un’emergenza, pertanto biosgna agire il più presto possibile per scongiurare che le complicanze a cui va incontro il paziente settico possano portarlo alla morte. Tra quelle più temute vi è lo shock settico che può causare sindrome da insufficienza multiorgano e quindi la morte. La diagnosi avviene con esami di laboratorio, oltre a quelli del sangue per individuare il numero dei globuli bianchi. Tra gli altri strumenti diagnostici segnaliamo anche la radiografia, risonanza magnetica, TAC ed ecografia che servono a identificare da quale agente patogeno è determinata l’nfezione ed anche per escludere la presenza di eventuali altre patologie.

Sepsi: cura

Riguardo alla cura, il paziente con sepsi richiede un ricovero immediato in terapia intensiva e viene sottoposto a un trattamento antibiotico con somministrazione dei farmaci per via endovenosa. Altre terapie sono mirate invece al recupero degli organi colpiti dlala sepsi. La soministrazione dei liquidi per via endivenosa serve invece a migliorare la pressione arteriosa. In alcuni casi si può rendere necessario l’intervento chirurgico in presenza di tessuto necrotico o infetto con l’amputazione degli arti per salvare la vita al paziente. Per gli ascessi si procede invece al drenaggio. Ovviamente quanto più la terapia è tempestiva tanto più aumentano le probabilità di sopravvivenza del paziente stesso.

 

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