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Ibernazione, crioconservazione: cos’è e prospettive future

Crioconservazione

Non possiamo propriamente parlare di scienza perché al momento si tratta soltanto di fantascienza. D’altronde nenache possiamo prevedere, se non ipotizzzare, alcuni scenari della ricerca da qui a 40 o a 50 anni. Intanto spieghiamo in cosa consiste la criogenesi o per meglio dire la crioconservazione post mortem. L’ibernazione è una condizione biologica nota, in cui le funzioni vitali dell’organismo vengono ridotte al minimo, ad esempio il metabolismo si riduce, il battito cardiaco e la respirazione rallentano, ed anche la temperatura corporea si abbassa. Gli animali vanno soggetti a questa condizione in inverno col letargo.

Ibernazione in ambito medico: stato dell’arte e prospettive future

Invece in ambito medico, soprattutto per quanto riguarda gli interventi chirurgici, si parla di ipotermia preventiva che consiste nell’abbassamento artificiale della temperatura del paziente nel corso di particolari operazioni chirurgiche. Venendo nello specifico alle caratteristiche della procedura di ibernazione vi è da dire che si applica appena il cuore smette di pulsare e prima che sia dichiarata la morte cerebrale. Prima che il corpo venga portato a –196 gradi, la temperatura dell’azoto liquido, il sangue viene sostituito da una sostanza che evita una delle principali controindicazioni di questa tecnica, ovvero il congelamento dell’acqua nelle cellule. Inoltre durante la criopreservazione vengono impiegate particolari sostanze, definite “crioprotettori”, che possiedono la proprietà di prevenire la formazione di ghiaccio durante il processo di raffreddamento, che avrebbe come effetto la rottura delle pareti cellulari. La conservazione avviene a testa in giù nei vasi di Dewar, che sono cisterne isolanti riempite di azoto liquido e che impediscono la conduzione di calore.

Ibernazione umana: le aziende che se ne occupano

Ad occuparsi dell’ibernazione umana è Alcor, che prevede il servizio più caro, ovvero 200mila dollari (circa 186mila euro) per l’intero corpo e 80mila per il solo cervello. La Cryonics invece offre un servizio più “economico” al di sotto dei 100mila dollari. In Russia invece troviamo la Kriorus che chiede 36mila dollari per il corpo intero e 18mila per il cervello. Nel caso in cui si scelga di conservare solo la testa, quest’ultima viene introdotta in un piccolo contenitore e immersa a -196° per la conservazione a lungo termine. Tuttavia al momento non vi è alcuna tecnica che consenta di riportare in vita i corpi crioconservati. Chi decide di farsi ibernare spera che in futuro i progressi della scienza consentano di riportarlo in vita e di curagli la malattia di cui è morto.

Ibernazione: difficoltà tecniche

D’altronde i ricercatori dovranno affrontare problemi tecnici di non poco conto, che al momento sembrano insormontabili, ma neanche è possibile prevedere quali saranno i progressi della scienza da qui a cinquant’anni. Ad esempio le cellule contengono notevoli quantità di acqua fondamentali per lo svolgimento delle funzioni cellulari, tuttavia a basse temperature l’acqua forma cristalli di ghiaccio che vanno a lesionare le pareti cellulari. Cambiano le epoche, ma l’uomo rimane sempre uguale a se stesso, per cui in questa nuova ricerca di immortalità da parte di questi Lazzari danarosi, chiusi in una bara di ghiaccio, che aspettano la resurrezione che gli verrà forse un domani da un dottore in camice, non si adombra forse l’eterno mito di Faust?

 

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